guida_rapporto_garaIl rapporto di gara rappresenta il documento che completa l’incarico arbitrale ed è di essenziale importanza giacché costituisce, a tutti gli effetti, l’elemento probatorio privilegiato dei fatti avvenuti dall’arrivo dell’arbitro al campo di gioco al suo definitivo abbandono dello stesso.

In virtù di ciò, esso deve essere compilato con precisione e serenità d’animo, includendo tutti i particolari atti a dare l’esatta percezione di quanto è avvenuto, non dimenticando che coloro che devono giudicare, non avendo assistito agli eventi in esso contenuti, hanno la necessità di ritrarre, attraverso appropriate e fedeli descrizioni, quanto si è realmente verificato, per poterne valutare con sicurezza la portata e per poter adottare decisioni e provvedimenti adeguati.
È indispensabile, quindi, non trascurare di fornire tutte le informazioni richieste nell’apposito modulo evitando di incorrere in omissioni, senza minimizzare o aggravare quanto avvenuto ma riportando obiettivamente gli accadimenti.
L’arbitro del contenuto del suo referto non deve fare assolutamente cenno a chicchessia ed è assolutamente fuori luogo la preventiva assicurazione su probabili provvedimenti verso determinati calciatori o dirigenti. Si dovrà eludere con garbo ogni eventuale richiesta del genere e ricordare sempre che la riservatezza è una delle doti indispensabili per un direttore di gara.
Per una maggiore chiarezza, è bene compilare il rapporto con macchina per scrivere o quantomeno in modo chiaro e leggibile, ricordandosi di firmare ogni foglio, e di trasmetterlo soltanto dopo averlo riletto attentamente, avendo cura di trattenere copia di ciò che si è inviato (compresi gli elenchi dei partecipanti alla gara) per ogni eventualità.
Ricordarsi di inviare il modulo di fine gara, controfirmato dai dirigenti delle società, contenente i provvedimenti disciplinari e le sostituzioni, oltre alle distinte ed alla nota spese, come pure ogni altro documento consegnato dalle società e dagli assistenti dell’arbitro ufficiali.

 

 

INTESTAZIONE DEL RAPPORTO

Sarà cura dell’arbitro completare questa prima parte, anche se diversamente indicato, riportando le squadre, la categoria, il girone, la data, l’ora prevista per l’inizio, la località ed il campo di gioco. Qualora siano variati successivamente al ricevimento della designazione, ricordarsi di riportare i dati sopra indicati secondo le modifiche intervenute.

 

 

RISULTATO E RETI SEGNATE

Il totale delle reti segnate da ciascuna squadra deve essere riportato sia in cifre sia in lettere. Per ogni rete, indicare il minuto e la squadra che la ha segnata. In caso di molteplici reti è possibile raggrupparle per squadra.
Nel caso in cui una gara dovesse prevedere la disputa dei tempi supplementari e durante questi ultimi fossero segnate delle reti, riportare con chiarezza tale evenienza. Inoltre, se fossero previsti i tiri di rigore, le reti realizzate nell’effettuazione di questi ultimi non devono essere sommate al precedente risultato, ma si dovrà indicare il risultato al termine dei tempi regolamentari e, eventualmente, dei supplementari, riportando a parte l’esito dei tiri di rigore.

 

ORA INIZIO – RIPOSO – FINE – MINUTI NEUTRALIZZATI

Questi dati devono essere riportati con ancora più attenzione. Occorre cioè indicare esattamente l’effettivo orario d’inizio e della fine della gara nonché la durata dell’intervallo tra i due tempi, in quanto possono sorgere contestazioni in ordine alla durata e, quindi, alla regolarità della gara. Indicare sempre, ove richiesto, i motivi del recupero (minuti neutralizzati).
Indicare e motivare eventuali ritardi (superiori ai 5 minuti) sull’orario ufficiale fissato per l’inizio gara, utilizzando lo spazio riservato alle osservazioni varie.
Nel caso in cui una gara dovesse prevedere i tempi supplementari, è necessario indicare a parte l’inizio, la durata dell’intervallo e la fine di questi ultimi.

 

 

PERSONE AMMESSE NEL RECINTO DI GIOCO

Riportare negli spazi indicati i nominativi richiesti, senza in alcun caso rimandare agli elenchi allegati. Si rammenta che nelle gare organizzate dai Comitati Provinciali FIGC, oltre al dirigente accompagnatore ufficiale, le società hanno diritto di far prendere posto nelle prescritte panchine ad un massaggiatore, ad un allenatore (o al posto di questi un dirigente) e ad un medico. L’allenatore per essere indicato come tale deve essere necessariamente munito di tessera federale attestante la suddetta qualifica come pure il medico deve esibire un documento attestante la propria professione.

 

 

SOSTITUZIONE DI CALCIATORI

Precisare minuto e tempo delle sostituzioni nonché cognome, nome e numero di maglia dei calciatori sostituiti e loro dei sostituti.
Si raccomanda la massima meticolosità, visto che particolari disposizioni dei diversi Comitati organizzatori impongono la partecipazione alle gare di specifiche classi anagrafiche di calciatori e pertanto un’errata indicazione delle sostituzioni può comportare la perdita della gara da parte di una squadra.

 

 

MISURE D’ORDINE PRESE DALLA SOCIETÀ OSPITANTE

Indicare sempre la presenza o meno delle Forze dell’Ordine usando la dicitura “Notavo” oppure “Non notavo la presenza di Forza Pubblica” (in caso affermativo specificare se Polizia, Carabinieri, … e quantificarne il numero).
La società ospitante può consegnare fotocopia della richiesta di Forza Pubblica: l’arbitro l’acquisirà per poi allegarla al referto.
All’occorrenza (soprattutto, in assenza di Forza Pubblica) la società ospitante ha l’obbligo di predisporre un adeguato servizio d’ordine con propri dirigenti o collaboratori, il cui elenco deve essere consegnato all’arbitro prima della gara ed allegato al referto. Gli stessi dovranno essere identificati e portare al braccio una fascia o altro segno distintivo.
In caso di incidenti relazionare in dettaglio sull’efficacia delle misure d’ordine.

 

 

COMPORTAMENTO DIRIGENTI E COLLABORATORI VARI

In assenza di qualsiasi anomalia, riportare la dizione “normale”. In caso di assunzione del provvedimento di allontanamento dal recinto di gioco, indicare minuto e tempo di gara, cognome, nome, qualifica, società d’appartenenza, motivazione ed eventuali ulteriori condotte non regolamentari, evitando formule vaghe o generiche. In caso di incidenti, riferire sul comportamento da essi tenuto indicando il nominativo di coloro che si comportano bene, di coloro che si disinteressano e di coloro che con il loro comportamento aggravano la situazione. Usare i termini “fattivo” o “particolarmente fattivo” solo quando il comportamento è andato ben oltre quello previsto dalle norme regolamentari.

 

COMPORTAMENTO DEL PUBBLICO

Considerato che possono ritenersi rientrare nella norma gli incitamenti alla propria squadra o la disapprovazione del comportamento di qualche calciatore o di talune decisioni arbitrali, l’espressione da usarsi in questi casi è “normale”.
Le espressioni generiche “scorretto, offensivo, minaccioso, …” sono assolutamente inadeguate quando le intemperanze hanno turbato lo svolgimento della gara o anche quando si sono verificate irregolarità.
Per gli incidenti avvenuti l’arbitro deve annotare il minuto d’inizio e la durata, riferendo se possibile con assoluta chiarezza i motivi che li hanno provocati.
L’arbitro deve riferire se gli eventuali incidenti sono stati preceduti da manifestazioni provocatorie di calciatori o di altri tesserati.
Salvo casi d’impossibilità, indicare sempre se il comportamento è da addebitarsi a sostenitori dell’una o dell’altra squadra, aggiungendo gli elementi oggettivi che hanno portato a tale attribuzione.
Numerose sono le fattispecie che possono presentarsi; qui di seguito si riportano i casi che si verificano più frequentemente:

  1. manifestazioni di intemperanza generica (ingiurie, minacce, atti disturbo): riportare esplicitamente quanto ascoltato; specificare se sono accompagnate da gesti o più gravi atteggiamenti di minaccia precisandone natura e portata; 
  2. lancio di mortaretti, bengala o petardi: indicare anche approssimativamene il numero e la durata, il luogo di caduta e le eventuali conseguenze;
  3. lancio di oggetti: riferire dettagliatamente, specificando la natura degli oggetti, la loro destinazione, l’eventuale raggiungimento del bersaglio e le conseguenze derivate, avuto riguardo alle parti colpite. Per la descrizione degli oggetti, in particolare per la loro dimensione, è bene usare anche paragoni con cose di facile confronto;
  4. tentativi di invasione del recinto di gioco: indicare la consistenza dei medesimi sia come numero di persone sia come pericolosità, distinguendo tentativi d’invasione veri e propri da manifestazioni plateali d’intemperanza (aggrapparsi alla recinzione per protesta). Riportare sempre il comportamento tenuto in questi casi dai vari tesserati e dagli addetti all’ordine pubblico;
  5. invasioni: riportare gli eventuali precedenti specifici (tentativi, intemperanze), da quale settore l’invasione è iniziata; il numero (anche se approssimativo) degli invasori, se le persone hanno raggiunto il terreno di gioco e sin dove (specie in relazione al punto in cui si trovavano gli ufficiali di gara).

In caso di violenza o aggressione specificare il numero delle persone che le hanno poste in essere e le eventuali conseguenze subite dagli aggrediti.
Prestare particolare attenzione a non equivocare tra tentativi di aggressione veri e propri e plateali manifestazioni di minaccia o protesta.
Estrema cautela nel rinunciare esplicitamente alle misure di protezione nei propri confronti.

 

CALCIATORI ESPULSI E MOTIVAZIONE

L’espulsione deve essere originata da fatti certamente gravi: infatti, sono passibili di espulsione tutti i responsabili di atti, gesti o atteggiamenti gravemente offensivi oppure di atti diretti a provocare un danno fisico a chicchessia (condotta violenta). Inoltre, l’espulsione può essere originata da un fallo teso ad impedire l’evidente opportunità di segnare una rete (condotta gravemente sleale) oppure per doppia ammonizione.
Per riportare correttamente le espulsioni è necessario:

  1. Raggruppare per società i nominativi dei calciatori espulsi, soprattutto in presenza di più espulsioni;
  2. Riportare il minuto, il tempo e, se del caso, il luogo in cui è avvenuta l’infrazione, il nome, il cognome ed il numero del responsabile;
  3. Segnalare eventuali reazioni scorrette, irriguardose, offensive o violente alla notifica del provvedimento da parte del calciatore espulso.

Condotta violenta
È indispensabile che l’arbitro comunichi come il fatto sia stato commesso, cioè se con pugni, calci o altro; la parte colpita; se, o meno, in azione di gioco; se a gioco fermo o a svolgimento (non confondere l’espressione “in azione di gioco” con quella di “a gioco in svolgimento”: infatti, il gioco può essere in svolgimento a notevole distanza dal punto in cui la condotta violenta viene consumata); la distanza a cui si trovava il pallone o dove si svolgeva il gioco rispetto al punto dell’accadimento.
Occorre pure riportare se l’atto sia seguito a qualche irregolarità degli avversari ed in tal caso deve precisarsi in che cosa tale irregolarità sia consistita (evitare sempre la dizione “reazione” limitandosi a descrivere minuziosamente l’accaduto). Non dimenticare mai di segnalare se il colpito è caduto per terra, se vi è rimasto esanime e per quanto tempo, se gli sono derivate menomazioni (esempio: ferita, persistente zoppia, …) e comunque riportare eventuali immediate conseguenze.

Comportamento irriguardoso, offensivo, minaccioso
L’arbitro deve riferire con precisione le parole usate o i gesti fatti, anche se volgari. Specificare nei riguardi di chi era rivolto il comportamento. Evitare tassativamente le frasi generiche perché l’Organo di Giustizia sportiva ha necessità di conoscere dettagliatamente i termini dell’accaduto: esporre quindi in maniera esplicita e completa tutte le modalità del fatto, riportando anche possibilmente i motivi che hanno occasionato quanto descritto.

Condotta gravemente sleale
Riportare una breve ma esauriente descrizione del fallo o della scorrettezza che ha impedito il concretarsi di un’evidente opportunità di segnare una rete.

Somma di ammonizioni
Quando un calciatore viene espulso per essere incorso nella stessa gara in una seconda ammonizione deve essere indicato che l’espulsione avviene unicamente per doppia ammonizione, riportando nello spazio riservato ai calciatori espulsi, anche il motivo dell’ultimo provvedimento disciplinare (2a ammonizione). La motivazione della prima ammonizione deve essere invece indicata nello spazio del referto riservato ai calciatori ammoniti.
Se invece un’infrazione commessa da un calciatore, precedentemente ammonito, comportasse di per sé l’espulsione bisogna limitarsi a riportare nello spazio dei calciatori espulsi soltanto la motivazione dell’espulsione senza fare riferimento all’ammonizione (la motivazione di quest’ultima va, infatti, riportata nell’apposita voce del rapporto).

 

CALCIATORI AMMONITI E MOTIVAZIONE

Sono passibili di ammonizione i responsabili di atti, atteggiamenti o gesti contrari allo spirito del gioco o contro gli ufficiali di gara che non rivestano carattere di violenza o di offesa.
Per riportare correttamente le ammonizioni è necessario:

  1. Raggruppare per squadra i nominativi dei calciatori;
  2. Riportare il minuto, il tempo e, se del caso, il luogo in cui è avvenuta l’infrazione, il nome, il cognome ed il numero del responsabile;
  3. Evitare espressioni generiche, quali: “per proteste”, “per gioco falloso” o “per comportamento antisportivo”;
  4. Ricordare che è sbagliato riportare che un calciatore è stato ammonito per “fallo di mano volontario”, giacché ciò non è sufficiente per motivare il provvedimento.

A scopo esclusivamente di esempio, si riportano alcune possibili motivazioni per il provvedimento di ammonizione (si sottolinea che l’elenco non è assolutamente esaustivo di tutti i casi che possono verificarsi):

  1. perché interrompeva con fallo di mano un’azione avversaria di rilievo;
  2. perché cercava di eludere la norma sul passaggio al proprio portiere, alzandosi il pallone sulla testa / petto e passandolo al portiere stesso;
  3. perché si metteva davanti al pallone, dopo un’interruzione di gioco, impedendo la rapida ripresa del gioco da parte degli avversari;
  4. perché non rispettava la distanza prescritta in occasione di una ripresa di gioco;
  5. perché allontanava il pallone dopo un’interruzione, per ritardare la ripresa del gioco da parte degli avversari;
  6. perché tratteneva con sé il pallone dopo aver commesso fallo, impedendo agli avversari la rapida ripresa del gioco;
  7. perché tratteneva con sé il pallone dopo aver subito una rete allo scopo di ritardare l’effettuazione della ripresa del gioco;
  8. perché rientrava sul terreno di gioco senza il mio preventivo assenso;
  9. perché tentava di ingannare (oppure ingannava) un avversario chiamandogli il pallone;
  10. perché disturbava con gridi o gesti il gioco degli avversari;
  11. perché si appoggiava deliberatamente su un compagno per saltare più in alto;
  12. per aver trasgredito ripetutamente le Regole del Gioco;
  13. per aver manifestato ad alta voce (oppure con gesti e parole) dissenso da una mia decisione;
  14. perché simulava (all’interno dell’area di rigore avversaria) di aver subito un fallo, lasciandosi cadere per terra.

 

OSSERVAZIONI VARIE

Riferire, se del caso, sulla scarsa funzionalità o sul degrado degli spogliatoi, sulla inefficienza del sistema di protezione del recinto (o del campo) di gioco o sulla deficiente segnatura del terreno di gioco.
Precisare i nominativi degli assistenti dell’arbitro, quando coloro che avevano iniziato la gara con tale funzione non sono gli stessi che la portano a termine, oppure quale calciatore ha assunto la qualifica di capitano in seguito alla espulsione (o sostituzione) del capitano e vice capitano indicati nella distinta.
Riportare qui quant’altro non trovi apposita collocazione nelle voci del rapporto. In particolare, si dovrà riferire in merito ad un grave infortunio che si fosse verificato nel corso della gara, indicando nome, cognome, numero di maglia, società d’appartenenza dell’infortunato e descrivendo l’episodio che lo ha causato.

 

SOSPENSIONE DEFINITIVA DI UNA GARA

Per impraticabilità o irregolarità del terreno di gioco
Diverse sono le cause che possono generare l’impraticabilità del terreno di gioco (neve, fango, ghiaccio, pioggia, allagamenti, vento, nebbia, sopraggiunta oscurità). Alcune di esse (vento e nebbia in particolare) hanno molto spesso carattere temporaneo e sarà quindi cura dell’arbitro esperire più tentativi prima di decretare la sospensione della gara.
In ogni caso, fatti salvi quelli in cui è palese l’impossibilità di portare a termine la gara, è opportuno che l’arbitro non la sospenda definitivamente senza aver prima atteso diversi minuti (almeno 15). In tal caso è necessario che il direttore di gara precisi ai capitani che le squadre dovranno tenersi a disposizione per una possibile ripresa del gioco. Se ciò dovesse rivelarsi vano, l’arbitro relazionerà minuziosamente nel proprio rapporto sulle cause della sospensione riportando anche le modalità di accertamento dell’impraticabilità utilizzate e dettagliando sui tentativi esperiti.
Ad esempio, in caso di pioggia bisogna riferire specificatamente sulle zone allagate, sulla visibilità della segnatura del terreno di gioco, sul perdurare o sul peggiorare delle condizioni meteorologiche, sui diversi accertamenti fatti alla presenza dei capitani, sui minuti trascorsi dalla prima valutazione al momento della decisione di sospendere definitivamente la gara.
Per irregolarità del terreno di gioco deve intendersi l’insufficiente segnatura delle linee perimetrali, delle linee delle diverse aree (di porta, di rigore), o la rottura delle reti, dei pali, della sbarra trasversale delle porte o delle bandierine poste ai quattro angoli del terreno di gioco.
In tali evenienze l’arbitro dovrà sospendere temporaneamente la gara accordando alla società ospitante un tempo congruo, a sua discrezione, (compatibile altresì con la necessità di poter poi concludere regolarmente la gara) per ovviare a detti inconvenienti. Qualora ciò non fosse possibile o la società si rifiutasse, sospenderà definitivamente la gara riportando nel rapporto quanto accaduto.

Per numero di calciatori inferiori al prescritto
Può accadere che una squadra venga a trovarsi sul terreno di gioco con un numero di calciatori inferiore a quanto previsto dalla Regola 3. Tale situazione può essere momentanea, come nel caso di uno o più infortuni occorsi ai calciatori: in detta evenienza, l’arbitro dovrà accertarsi dell’impossibilità di ripresa sollecita (o comunque in tempi ragionevoli) del gioco da parte degli infortunati e in caso ciò non fosse possibile, valutata l’assenza di sostituti, sospendere definitivamente la gara.
In sede di referto si dovrà riferire sull’evento (se singolo) o sugli eventi (se più di uno) che hanno causato la riduzione del numero dei calciatori dall’inizio dell’incontro al momento della sospensione.

Per ritiro di una squadra
Specificare i motivi che hanno indotto la squadra a ritirarsi precisando se possibile il responsabile primo di tale decisione. Riportare gli eventuali tentativi esperiti nei confronti del dirigente accompagnatore ufficiale o del capitano e le loro eventuali reazioni.

Per violenza all’arbitro
Rapportare specificatamente le modalità complete del fatto, precisando minuto e tempo, modo, consistenza, parte colpita ed eventuali conseguenze.
Riferire sul comportamento dei capitani, dei dirigenti e degli altri tesserati nella circostanza e, in modo ancor più particolareggiato, quando non è stato possibile individuare i colpevoli, precisando soprattutto i motivi che hanno impedito l’identificazione degli stessi. È opportuno rammentare che non è sufficiente indicare genericamente di essere stati colpiti per motivare la decisione di sospendere la gara. Più volte, infatti, gli Organi di Giustizia sportiva hanno ribadito che è necessario il concorso di diversi eventi (menomazione o minorazione, temporanea o no, riportata dall’arbitro; oppure che l’aggressione sia perpetrata da più persone nell’indifferenza degli altri tesserati; o ancora l’assenza di Forza Pubblica o di un efficiente servizio d’ordine) per sospendere a termini di regolamento una gara.
Soprattutto, è necessario che l’arbitro illustri l’impossibilità di continuare a dirigere la gara o per suo malessere fisico o per la presenza di una grave reale situazione di pericolo. In questi casi sarà importante dimostrare di avere esperito tutti i tentativi possibili per ripristinare la normalità e di aver adottato (o almeno cercato di adottare) i provvedimenti di competenza previsti per il caso specifico. Giova ricordare che le minacce sia pur violente ma limitate a uno o due calciatori non costituiscono in nessun caso, da sole, motivo per sospendere definitivamente una gara. In tali circostanze l’arbitro dovrà, infatti, assumere i provvedimenti previsti dal regolamento per i comportamenti perpetrati dai diversi calciatori.

Per invasione del recinto di gioco da parte di “estranei alla gara”
Potrebbe verificarsi che si introducano nel recinto di gioco persone, che tentino di aggredire o aggrediscano, non tanto il direttore di gara, quanto calciatori o altri tesserati. In tale circostanza, l’arbitro dovrà opportunamente defilarsi e se le condizioni lo consentono, attirare l’attenzione del capitano (o dei dirigenti) della società ospitante al fine che si adoperi per il ristabilimento della normalità, eventualmente facendo intervenire la Forza Pubblica. Qualora l’arbitro dovesse costatare l’impossibilità di ripristinare in tempi ragionevoli la calma, dovrà senz’altro ritirarsi nel proprio spogliatoio, riferendo poi nel rapporto di gara in maniera dettagliata gli avvenimenti.
In particolare, dovrà riferire sulla causa ultima o quantomeno sull’occasione che ha determinato l’invasione; quantificare il più precisamente possibile il numero degli invasori e la loro eventuale appartenenza (sia come tesserati oppure come sostenitori) all’una o all’altra società; il comportamento tenuto dai responsabili del servizio d’ordine e dai dirigenti ospitanti; la partecipazione attiva o meno ai disordini da parte dei calciatori; la durata dell’invasione sino alla decisione di sospendere la gara.

Per rissa tra tesserati
Nel caso in cui, durante la disputa di una gara, scoppi un parapiglia tra calciatori (o tesserati) con gravi atti di violenza che coinvolgono molti individui, il direttore di gara dovrà opportunamente defilarsi e, se possibile, richiamare l’attenzione dei due capitani (o dei dirigenti) al fine che si adoperino per il ristabilimento della normalità. Se l’arbitro dovesse costatare l’impossibilità di riportare in breve l’ordine, dovrà senz’altro far rientro nel proprio spogliatoio, indicando poi nel rapporto di gara in modo circostanziato gli accadimenti.
In particolare, dovrà riferire sulla causa ultima o almeno sull’occasione che ha determinato i disordini; quantificare il più precisamente possibile il numero dei partecipanti (o dei non partecipanti) alla rissa e la loro appartenenza all’una o all’altra società cercando di identificarne il maggior numero; il comportamento tenuto dai responsabili del servizio d’ordine e dai dirigenti; la durata della rissa sino alla decisione di sospendere la gara.

Gara “pro forma”
Il ricorso alla prosecuzione “pro forma” della gara dovrà limitarsi esclusivamente ai casi in cui pur ricorrendo tutti gli elementi per sospendere la stessa, l’arbitro sia nell’impossibilità assoluta di assumere tale decisione.
Pertanto, soltanto quando il direttore di gara ritiene, alla luce di evidenti ed indiscutibili elementi, gravemente pregiudizievole per la propria incolumità fisica o dei calciatori sospendere la gara deciderà di proseguirla “pro forma”.
Tale decisione, infatti, è LA PIÙ GRAVE che il direttore di gara può assumere: egli implicitamente afferma che è stato costretto a proseguire una gara non più regolare soltanto per impedire il verificarsi di più gravi incidenti.
Nei casi in cui l’arbitro abbia assunto tale determinazione dovrà descrivere minutamente i fatti nonché tutte le misure adottate prima di addivenire alla decisione. Indicare con esattezza il minuto in cui è cessato il regolare svolgimento del gioco. Specificare, inoltre, se l’assunzione di provvedimenti disciplinari successivi alla risoluzione adottata sia stata originata esclusivamente dalla prospettiva di scongiurare ulteriori pericoli.

Per malore del direttore di gara
Qualora durante lo svolgimento della gara l’arbitro dovesse infortunarsi oppure avvertire un malore tale da non consentirgli la prosecuzione in condizioni di normale efficienza, egli dovrà decretarne la sospensione definitiva. Prima di adottare tale determinazione è opportuno che egli esperisca alcuni tentativi (facendosi, ad esempio, prestare soccorso dai dirigenti delle società) al fine di riprendere il gioco. Nel caso in cui ciò non fosse possibile l’arbitro riferirà con minuzia l’accaduto precisando la causa (se di facile individuazione) del proprio malessere. Sicuramente è opportuno accompagnare le proprie dichiarazioni con un certificato medico.

GARA NON DISPUTATA

Due sono le cause più frequenti per le quali una gara non viene disputata: l’impraticabilità di campo a causa di condizioni meteorologiche o l’assenza di una o entrambe le squadre (in quest’ultima evenienza – assenza di entrambe le squadre – è necessario contattare un responsabile dell’Organo Tecnico per accertarsi che i dati della gara – giorno, campo, ora d’inizio – siano esatti).
Nel caso in cui una partita non sia disputata per impraticabilità o irregolarità del terreno di gioco, le disposizioni sono analoghe a quelle sopra riportate per la sospensione a gara in svolgimento.
Qualora il mancato inizio è determinato dall’assenza di entrambe le squadre, l’arbitro riporterà l’orario del suo arrivo al campo, il tempo che ha atteso, l’orario in cui abbandonava definitivamente l’impianto. Se invece ne fosse presente una, si farà consegnare il prescritto elenco dei partecipanti, procederà al controllo dell’elenco ed all’identificazione, riportando poi nel referto l’ora in cui ha liberato la squadra presente dall’impegno assunto e quella in cui lui stesso ha abbandonato il campo di gioco.

IL SUPPLEMENTO DI RAPPORTO

Due differenti evenienze possono presentarsi all’arbitro tali da richiedere la compilazione di un supplemento del rapporto di gara: la prima è costituita dall’esplicita richiesta di chiarimenti o di approfondimenti effettuata dagli Organi di Giustizia sportiva; la seconda, invece, può scaturire dalla necessità di dover relazionare su episodi molto complessi che abbisognano di uno spazio maggiore di quello previsto dallo stampato del rapporto stesso.
Per una corretta compilazione del supplemento è necessario anzitutto riportare l’intestazione del rapporto cui è riferito ed i dati inerenti alla gara (comitato organizzatore, squadre, categoria, girone, data).
Qualora l’arbitro sia stato invitato dagli Organi competenti a trasmettere un supplemento di rapporto, egli, che ha il dovere di rispondere immediatamente, non deve limitarsi a confermare quanto riportato nel suo referto, ma è tenuto a fornire tutti i chiarimenti richiesti, punto per punto.
Se invece il direttore di gara ritiene necessario un supplemento al rapporto di gara per riferire con maggior chiarezza su vicende che per il loro svolgimento risultino particolarmente complicate o per conferire un maggior ordine all’esposizione degli accadimenti, dovrà redigere un resoconto nel quale relazionerà con dovizia di particolari su ciò a cui ha assistito.